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pj di libertà, e che conserveranno sempre dell’influenza; faran di tutto per sottometterla all’Imperatore: al contrario essi saranno efficacemente frenati, e sorvegliati, se appartengono ad un governo centrale situato in Milano o altrove, ed il quale non abbia contro l’Imperatore che motivi d’odio e di timore. La Repubblica italiana guadagnando oltre a ciò in questa unione un’estenzione considerevole di spiaggia su l’Adriatico, potrà concorrere con noi a bilanciare l’influenza commerciale, che l’Imperatore acquisterebbe nel Mediterraneo, e nell’Arcipelago. In questo caso, e sopratutto in quello in cui l’Imperatore avrebbe la Dalmazia e l’Istria, le isole del Golfo di Venezia, quelle della Grecia, che le appartengono, e le città veneziane in Albania, resterebbero alla Repubblica cisalpina, o sarebbero cedute alla Francia. In tutti i casi Corfù, Cefalonia, Zante e Cerigo debbono restare alla Repubblica francese. Importa pure di opporsi che l’Imperatore conservi Ragusi, della quale si è impadronito contro ogni specie di diritto. Bisognerà, per tale oggetto, che un articolo del trattato definitivo assicuri l’indipendenza di questa piccola Repubblica, e che l’Imperatore ne sorta sollecitamente.

Dopo aver percorsi gli articoli relativi all’Italia, io passo a que’ che concernono la Germania. L’Imperatore tratta con la Repubblica come Re d’Ungheria, e di Boemia, e nella sua qualità d’Imperatore di Germania: sotto il primo rapporto egli deve cedere tutto ciò che gli appartiene su la sponda sinistra del Reno. Questa cessione comprende il comitato di Zal-Menstein, il Perckthall, e le terre ed i dritti che la Casa d’Austria possiede su la sinistra del Reno al di sopra di Basilea. Il Direttorio se ne rapporta intorno a ciò, alle diverse istruzioni date al General Clarke, con particolarità a quelle del 3 e 30 fiorile, per le quali esso domanda inoltre le isole del Reno dipendente da Brisgovia, ed il vecchio Brisacro. In qualità di capo dell’Impero germanico l’Imperatore deve su le prime acconsentire che ogni territorio ceduto o da cedersi alla Repubblica francese su la sinistra del Reno, sia a perpetuità sottratto alla supremazia dell’Impero. È un assurdo, che sotto il pretesto del mantenimento