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disse dell’avvenire della scienza e raccomandò sopratutto la libertà. Io sono dell’opinione sua. Noi avevamo in Italia un insigne statuto di libertà nell’alta cultura, la legge Casati: abbiamo creduto di riformarla: la libertà non ci ha di certo guadagnato, e ignoro se ci ha guadagnato la scienza. (Benissimo).

Avendo avuto occasione, mi consenta il Senato questo ricordo personale, in tempo non lontano, di dar opera per la costituzione di un grande istituto italiano, il Politecnico di Torino, io ho ottenuto che fosse costituito nelle massime forme dell’autonomia, ed alla Camera dei deputati discorrendo di quel disegno di legge, aggiunsi il voto che simile ordinamento di libertà si rechi ad effetto, costituendo le autonomie di tutti gli istituti superiori d’istruzione e delle nostre Università. (Approvazioni).

Io vorrei possedere l’eloquenza gemmata o se volete meglio: armoniosa, limpida dell’onorevole Maggiorino Ferraris...

FERRARIS MAGGIORINO. Non sono che suo allievo.

BOSELLI, presidente del Consiglio.... Ella mi ha testè commosso con le parole a me rivolte ed ora vuol vincermi in cortesia. Rinuncio perciò a ringraziarla.

L’onorevole Ferraris ci ha trasportati a ciò che avverrà dopo la guerra, premettendo però ciò che durante la guerra conviene fare perchè il Paese nostro non si trovi nell’isolamento.

Il Governo terrà nel ricordo che meritano le idee e gli incitamenti di un uomo di tanto valore e di tanto studio.

Non posso seguirlo in tutte le sue proposte, concernenti i tempi che seguiranno alla guerra, però a lui e