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Ma, o signori, questa stessa lunga discussione, che mi fu attribuita quasi a colpa, non dimostra il mio rispetto verso il Parlamento?

Io volli che l’opera mia e del Ministero sia giudicata con voto del Parlamento, volli che con un voto del Parlamento sia definita la presente situazione. (Vive approvazioni).

Occorre ora che si pronunzi da voi, rappresentanti del Paese, in faccia appunto al Paese, un chiaro giudizio che, al disopra delle persone, esprima le idee e i propositi, che debbono informare e guidare l’opera del Governo; che segnino, se così vi parrà, le nuove vie per la politica e per l’azione del Governo Italiano.

Da voi debbono promanare le deliberazioni aperte e ben determinate da voi le designazioni certe e concordi.

Io e i miei colleghi sentimmo e sentiamo tutte le nostre responsabilità. È questo il momento della responsabilità vostra, onorevoli colleghi; responsabilità che è pari alla gravità di questa ora, nella quale il Paese deve resistere fino alla vittoria, ed il Parlamento dinanzi a tutte le Nazioni, alleate o nemiche, deve dimostrare l’incrollabile sua volontà di perseguire la guerra sino al compimento dei nostri destini nazionali. Voi dovete o approvare quelli che furono fin qui i nostri propositi nella politica interna, nella politica militare, nella politica estera, o manifestare col vostro voto propositi diversi. (Benissimo).

Ed io sono certo che il vostro voto sarà consigliato solo dalla santità della Patria, sarà manifestazione degna dell’anima e dell’opera di questo nostro Paese, il