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stezza del suo credito, con la resistenza di tutto il Paese, in tutte le forme dell’attività del consenso e dei sacrifìcio, compia la sua impresa, partecipi alle imprese dei suoi alleati. Tutto porta a sempre più rinsaldare Tintimità fra il popolo americano ed il popolo italiano. Va il mio pensiero a quanti della vostra gente furono o sono in Italia ospiti graditi, cultori di nobili studi, uomini operosi negli affari, nelle industrie, nel lavoro; donne adorne di squisito intelletto e di amabile gentilezza. Rivolgo al vostro ospitalissimo Paese, dove Giuseppe Garibaldi nel conforto dei vostri focolari visse i giorni dello risorgenti speranze; rivolgo al vostro ospitalissimo Paese il saluto di quelle falangi d’italiani che tornati in Patria lo rammentano con ammirazione e con affetto, e che partecipano oggi quasi come cittadini delle due Patrie ai sentimenti che inspirano in tutti i mondi le fortissime risoluzioni del Presidente, del Congresso, del popolo americano. Da lunga ora i navigatori dei nostri due paesi conoscono i mari che voi difenderete validamente, che difenderemo insieme con voi dalle insidie barbariche: oggi congiunti nella guerra della civiltà, domani nuovamente congiunti nell’attività dei traffici rinnovati, ampliati, rinvigoriti.

Signor Ambasciatore,

tratto tratto una nuova stella si aggiunge alla bandiera degli Stati Uniti d’America. Oggi il Presidente Wilson illuminò la vostra bandiera con una luce solare che si diffonde rifulgentissima per tutti i mondi.