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fronte a questa torre. Sono tanto persuaso che questo mi farà onore come se ciò fosse già avvenuto.».

WOLFGANG espresse il desiderio di accogliere subito nel «Tentamen» la teoria del figlio, perchè «se la cosa è realmente riuscita è conveniente affrettarsi a renderla di pubblica ragione per due motivi, primo perchè le idee passano facilmente da uno in un altro, che in seguito le può pubblicare prima; in secondo luogo perchè c'è anche qualche verità in ciò, che parecchie cose hanno un'epoca, nella quale esse sono trovate allo stesso tempo in più luoghi, precisamente come in primavera le violette da ogni parte vengono alla luce; e poichè ogni lotta scientifica è solo una gran guerra, alla quale non so quando seguirà la pace, si deve, quando si può, vincere, poichè quì il vantaggio spetta al primo.».

WOLFGANG Bolyai era forse lontano dal supporre che il suo presentimento corrispondesse ad un fatto reale, cioè alla contemporanea scoperta della geometria non euclidea per opera di Gauss, Taurinus, Lobacefski.

Nel 1826 GIOVANNI comunicò il suo lavoro a J. WALTER von ECKWEHR [1789-1857], già suo professore all'Accademia militare e nel 1829 rimise il manoscritto al padre. WOLFGANG non fu molto soddisfatto, segnatamente perchè non riuscì a comprendere come mai nelle formule di GIOVANNI dovesse entrare una costante indeterminata. Nondimeno padre e figlio si intesero per pubblicare in appendice al primo volume del «Tentamen» la nuova teoria dello spazio.

Ecco il titolo dell'opera di GIOVANNI Bolyai: «Appendix scientiam spatii absolute veram exhibens: a veritate aut falsitate Axiomatis XI. Euclidei, a priori haud unquam decidenda, independentem: adjecta ad casum falsitatis quadratura circuli geometrica.»nota.

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  1. Ristampata in formato di Lusso, per cura dell'Accademia