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d’alcuna forza meccanica per condurre il sistema materiale in cui esso risiede; è là che ogni lavoro distacco diventa superfluo, là soltanto che la vita può influire sui fatti in un modo che le sia proprio, vale a dire senza ricorrere al modo d’azione delle forze fisiche». (Conciliazione ecc., l. c., p. 33, 140).

(42) Claude Bernard Relazione sui progressi e il cammino della Fisiologia generale in Francia. Parigi 1867, p. 223, 233. Nota.

(43) Boussinesq l. c. p. 38. Cfr. sopra p. 29.

(44) Resoconti dell’Accademia di Scienze morali e politiche. 1878, v. IX, p. 696 e segg. Ristampato da Boussinesq l. c. p. 3 e segg.

(45) J. R. Mayer, Die Torricellische Leere und über auslösung. Stuttgart 1876, p. 11.

(46) De Saint-Venant l. c. p. 422: Noi abbiamo detto che la produzione degli effetti più immensi non esigeva che uno scambio adeguato delle due specie di energia (potenziale, e attuale o cinetica) e che la proporzione del lavoro determinante il principio di questo scambio tendeva ad un limite zero. Nulla impedisce dunque di supporre che l’unione tutta misteriosa del soggetto al suo organo sia stata stabilita tale, che possa senza lavoro meccanico, determinarvi il principio di simili scambi». Le parole in corsivo sono state messe in rilievo da me.

(47) Il sig. J. Delboeuf a Lüttich ha seguito, dopo d’allora, un’altra strada per conciliare il determinismo meccanico e il libero arbitrio. Egli suppone che l’essere vivente che agisce liberamente può arrestare l’impulso all’azione a lui meccanicamente imposta. Bollettini dell’Accademia Reale delle Scienze ecc. Belgio 3ª Serie 1881, v. I, p. 463 e segg.; 1882,