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RAGGUAGLI DI PARNASO I99

mondo tutto vide fare a Carlo duca di Borgogna verso lo sfortunato e mal consegliato conte di San Paolo, infelicissimamente imbarcato da lui. E che sebbene gli spagnuoli in concetto delle genti erano di aver il capo soverchiamente pieno di vento di ambizione, che però non era di quel vano, col quale alcuni prencipi grandi d’ Europa modernamente avevano gonfiati molti palloni francesi e non poche pilotte fiamminghe. Ma che gli uomini della sua nazione, difficilissimi ad essere imbarcati nell’ambizione di conseguir per istrade indirette grandezze smisurate, solo peccavano nella boria di soverchiamente voler essere onorati e apprezzati ne’ carichi che da’ prencipi loro col fedel servigio avevano meritati, e che lontanissimi erano dalla leggerezza di ambir per vie oblique e vergognose quelle grandezze, alle quali con sicura quiete e onorato riposo si accorgevano di non poter giungere, e che ’1 farsi zimbello dell’altrui ambizione, per esser poi ridicola favola del volgo, erano leggerezze aborrite nella sua Spagna; e che troppo vana sciocchezza sarebbe stata in un suo pari il lasciarsi persuadere che ’1 regno di Napoli, sempre stato ereditario nel sangue reale, e il quale non si trovava memoria di uomini che giammai per suo signore avesse voluto accettar barone alcuno del Regno, ancor che ne avesse avuto de’ potenti e degli ambiziosi, e il quale con effusion grande di sangue con le armi piú volte aveva cacciati i prencipi nati del glorioso sangue reale di Francia, ch’avevano cercato di dominarlo, avesse poi voluto ricevere lui, a molti baroni di quel regno inferiore e di nazione tanto esosa ai napolitani. Che nei regni ereditari, come era il napolitano, i re vi nascevano, non si facevano; e che quegli sciocchi, i quali per altra strada che per quella della legittima successione del sangue reale vi aspiravano, salivano il monte delle miserie per cader poi con precipizio di vergogna maggiore nella profonda valle del vituperio; e che, se pur alcuno per mezzo della fraude vi giungeva, che somigliava quei ridicoli re della beffana, che per dar trastullo alla brigata poco appresso mancavano che erano stati creati ; e che a lui mai sempre nel cuore era stata fitta la risoluzione, con la quale fermissimamente conosceva di esser nato, di piú