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libro secondo 95

intendere a sospirare. Né alcuno strumento era che allora da lei molestato fosse, ma tacitamente sperando di tosto riveder Florio prendeva quel conforto che ella poteva, tenendo sempre l’anima nelle mani di lui.

Florio simigliantemente a niuna cosa, stando in Montorio, aveva tanto l’intendimento fisso quanto alla sua Biancofiore, né era da lei una volta ricordato che egli non ricordasse lei infinite. E cosí come Montorio era da Biancofiore vagheggiato e rimirato spesso, cosí egli riguardava spesso Marmorina. E niuno suo ragionamento era giá mai se non d’amore o della bellezza della sua Biancofiore, la quale sopra tutte le cose disiava di rivedere. Egli da quel dí che Amore occultamente l’accese del suo foco infino a quell’ora, non la baciò mai, né fece alcuno amoroso atto, che cento volte il di tra sé noi ripetesse, dicendo: «Deh, ora mi fosse lecito pur di vederla solamente!»; e tra sé sovente piangeva il tempo il quale indarno gli pareva avere perduto stando con Biancofiore senza baciarla o abbracciarla, dicendo che se mai piú con lei si ritrovasse cosí, come giá s’era trovato, mai piú per ozio o per vergogna non rimarrebbe che egli non ispendesse il tempo in amorosi baci. Egli si portava molto saviamente, prendendo col duca e Ascalione e con molti altri compagni, varii diletti, quali nel iemale tempo prendere si possono, sperando sempre che ’l re di giorno in giorno gli dovesse mandar Biancofiore. E con questi diletti, mescolati di speranza, sempre aspettando, assai leggiermente si passò tutto quel verno senza troppa noia, perciò che alquanto l’amoroso caldo per lo spiacevole tempo era nel core rattiepidito e ristretto. Ma poi che Febo si venne appressando al Montone Frisseo, e la terra cominciò a spogliarsi le triste vestigie del verno, e a rivestirsi di verdi e fresche erbette e di varie maniere di fiori, incominciarono a ritornare l’usate forze all’amorose fiamme, e cominciarono a cuocere piú che usate non erano per adietro nella mente dell’innamorato Florio. Egli per lo nuovo tempo trovandosi lontano da Biancofiore, incominciò a provar nuovo dolore da lui ancora non sentito in alcun tempo, sí ch’egli diceva cosí: