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libro secondo 75

la nobile Biancofiore, la quale io sopra tutte le cose del mondo amo, e certo non senza cagione; e l’ultimo fine de’ miei disii è solamente vedere il suo bel viso, il quale è piú che matutina stella risplendente, ed è quello che disidero di studiare.

Onde io caramente vi priego che voi, come padre di figliuolo, abbiate pietá della mia vita, la quale senza fallo, dividendomi da Biancofiore, si dividerá da me. E acciò che ’l tempo in lungo sermone non s’occupi, vi dico che senza lei non sono disposto d’andare in alcuna parte del mondo, né vicina né lontana di qui. Se lei volete mandar meco, mandatemi ove volete, ché tutto mi parrá leggiero e grazioso l’andare. E dell’amore che io porto a costei vi dovete molto ben contentare, pensando che Amore abbia tanto bene per noi provveduto, che egli non ha consentito che io disiando donna lontana da’ nostri regni faccia sí come giá fece Perseo, il quale scelse tra le nere indiane Andromeda, e similmente Paris che degli altrui regni ne portò Elena insieme col foco che arse poi li suoi, e che cercando io lei non abbandoni voi vecchio. Adunque da poi che Amore in un regno, in una cittá, in una medesima casa m’ha conceduto dilettoso piacere, di sí grazioso dono gli siamo noi molti tenuti. E poi che cosí è, graziosamente vi priego che vi piaccia senza affanno lasciarmi questo singolar bene possedere».

Sí tosto come Florio tacque, il re, che non meno cruccioso era di lui, ben che nel sembiante allegro si mostrasse, alquanto turbato cosí gli rispose: «Ah, caro figliuolo, che è quel che tu dí? Io non avrei mai creduto che sí vile cagione ti ritenesse di volere andare a pervenire a cosí alto effetto, come è quello in che lo studiare nelle filosofiche scienze reca altrui. Solo la pietá di me vecchio credeva ti tenesse: ora hatti giá tanto insegnato Amore, che sotto spezie di veritá porga inganno a me tuo padre? Hai tu questo appreso nel lungo studio che io sotto la correzione di Racheo t’ho fatto fare? Oimè, che ora conosco pur manifestamente quello a che il tuo poco senno ti tira! e bene conosco che la verita da’ tuoi maestri mi fu porta, poi che cosí parli; e senza fine di