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libro terzo 265

tare, e fare ragione che mai veduta non l’avessi, e lasciarla andare. Noi ti daremo la piú bella giovane del mondo e la piú gentile per compagnia, e quella t’imagina che sia la tua Biancofiore».

Quando Florio ebbe queste cose dalla madre udite, teneramente cominciò a piagnere, e cosí alla madre disse: «O dispietata madre, ov’è fuggito quell’amore che a me, tuo unico figliuolo, portare solevi? Qual tigre, qual leone, qual altro animale irrazionale ebbe mai di tanta crudeltá, che piú benigno verso li suoi nati non fosse che tu non se’ verso di me? Come, poi che tu conoscevi l’amore ch’io portava a Biancofiore, potesti tu mai consentire o pensare che sí vile cosa di lei si facesse come fu venderla? Deh, ora ella t’era come figliuola, e tu come figliuola la solevi trattare quando io c’era: or che ti fece ella che tu cosí subitamente incrudelire verso di lei dovessi? L’altre madri sogliono francare le serve amate da’ figliuoli, ma tu la libera hai fatta serva perché io l’amo. Oimè, che ’l tuo core con quello del mio padre è divenuto di ferro! Da voi ogni pietá è fuggita. In voi niuna umanitá si trova. A voi che faceva s’io amava Biancofiore, o se ella amava me? Perché ne dovevate voi entrare in tanta sollecitudine? Io credo che in te è entrato lo spirito di Progne o di Medea. Ma la fortuna mi fará ancora vedere che il crudele vecchio e tu, vinti da focosa ira di voi medesimi, con dolente laccio caricherete le triste travi del nostro palagio, con peggiore agurio che Aragne non fece quelle del suo. E io ne farò mio potere, rallegrandomi se la fortuna mi concederá di vederlo, e dirò allora che mai gl’iddii niuna ingiusta cosa lasciano senza vendetta trapassare. Voi in prima con ardente foco la morte della innocente giovane cercaste, la quale io con l’aiuto degl’iddii e col mio braccio campai, punendo degnamente colui che di tale torto, in servigio del mio padre, si faceva difenditore: cosí avessi io con la mia spada voi due puniti, quando in questo palagio lei paurosa vi rendei! Ma certo, se allora ella fosse morta, io con lei moriva. Ora l’avete venduta e mandata in lontane parti, acciò che io pellegrinando vada per lo mondo. Ma