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libro terzo 189

Biancofiore, per l’amore che ti porta, sostenga o gravosa infermitá o morte: ciò è vano pensamento e per niente il tieni, però che amore mai non porse morte dove le parti fossero in un volere. Che ella infermasse io il disidererei, solo che per amore fosse, pensando che per quella infermitá potrei conoscere me da lei tanto amato, che si fatto accidente ne le seguisse per lo non potermi vedere. Oimè, quanto piú è da pensare della sanitá, la quale i sonni interi e le malinconie lontane essere dimostra: e però questo del tutto devi lasciare andare. Se dubiti non il tuo padre forse, come giá fece, la voglia offendere, ciò non è da maravigliare, ché noi di niuna cosa abbiamo tanta ammirazione, quanto che egli abbia tanto sofferto la sua vita, sappiendo come sia fatta quella che per lei tu meni. Onde io ti dico che tenendo la maniera che fai, ragione hai di dubitare; ma volendo prendere conforto e seguire la via che io altra volta ti mostrai, niuna dubitazione te ne bisogna avere, che io ti giuro, per l’anima del mio padre, che il re ama Biancofiore quanto figliuola, e niuna cosa ad ira il potrebbe muovere contro ad essa, se non la tua sconcia vita. E se vuoi dire che gelosia ti stimoli, questo è contro a quello che davanti dicesti, cioè che Biancofiore piú che sé t’ama, però che gelosia non suoi capere se non in luoghi sospetti, e tu primieramente affermi niuna sospezione esserci che possa di te esser geloso. Ma certo, sí come tu parli, a me pare che niuna çosa sia tanto amata da Biancofiore quanto se’ tu: onde per questo niuno pensiero di lei avere ti conviene. Appresso chi sarebbe quella sí folle, che avendo l’amore d’un cosí fatto giovane come tu se’, bello, gentile, ricco e figliuolo di re, lasciasse quello per alcuno altro? Se vuoi dire: le femine pigliano sempre il peggio, questo non s’intende per tutte, ma solamente per le poco savie, la qual cosa ancora negli uomini si trova. E veramente Biancofiore è savissima, e ciò nel suo portamento e nelle sue operazioni è manifesto. Or dunque, pensando bene queste cose, chi dovrebbe piú confortarsi di te? Tu bello, tu ricco, tu gentile, tu giovane, tu amato da colei che tu ami, per amore della quale dovresti sempre pensare di vivere