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92 giornata settima

se io non udissi dire a voi che egli vi fosse paruto che io facessi quello che io so certissimamente che io non pensai, non che io facessi mai. — La donna appresso, che quasi tutta turbata s’era levata in piè, cominciò a dire: — Sia con la mala ventura, se tu m’hai per sì poco sentita, che, se io volessi attendere a queste tristezze che tu di’ che vedevi, io le venissi a fare dinanzi agli occhi tuoi. Sii certo di questo, che, qualora volontá me ne venisse, io non verrei qui, anzi mi crederei sapere essere in una delle nostre camere, in guisa ed in maniera che gran cosa mi parrebbe che tu il risapessi giá mai. — Nicostrato, al quale vero parea ciò che dicea l’uno e l’altro, che essi quivi dinanzi a lui mai a tale atto non si dovessero esser condotti, lasciate stare le parole e le riprensioni di tal maniera, cominciò a ragionare della novitá del fatto e del miracolo della vista che cosí si cambiava a chi su vi montava. Ma la donna, che dell’oppinione che Nicostrato mostrava d’avere avuta di lei si mostrava turbata, disse: — Veramente questo pero non ne fará mai piú niuna, né a me né ad altra donna, di queste vergogne, se io potrò; e per ciò, Pirro, corri e va’ e reca una scure, e ad un’ora te e me vendica tagliandolo, come che molto meglio sarebbe a dar con essa in capo a Nicostrato, il quale senza considerazione alcuna cosí tosto si lasciò abbagliar gli occhi dello ’ntelletto: ché, quantunque a quegli che tu hai in testa paresse ciò che tu di’, per niuna cosa dovevi nel giudicio della tua mente comprendere o consentir che ciò fosse. — Pirro prestissimo andò per la scure e tagliò il pero, il quale come la donna vide caduto, disse verso Nicostrato: — Poscia che io veggio abbattuto il nemico della mia onestá, la mia ira è ita via — ed a Nicostrato, che di ciò la pregava, benignamente perdonò, imponendogli che piú non gli avvenisse di presummere, di colei che piú che sé l’amava, una cosí fatta cosa giá mai. Cosi il misero marito schernito con lei insieme e col suo amante nel palagio se ne tornarono, nel quale poi molte volte Pirro di Lidia ed ella di lui con piú agio presero piacere e diletto. Iddio ce ne dèa a noi.