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202 giornata nona

Bruno e denari per tre paia di capponi, il pregò che in suo servigio in queste cose durasse fatica. Il medico, partitosi, gli fece fare un poco di chiarea, e mandògliele. Bruno, comperati i capponi ed altre cose necessarie al godere, insieme col medico e co’ compagni suoi gli si mangiò. Calandrino bevve tre mattine della chiarea: ed il medico venne da lui, ed i suoi compagni; e toccatogli il polso, gli disse: — Calandrino, tu se’ guerito senza fallo, e però sicuramente oggimai va’ a fare ogni tuo fatto, né per questo star piú in casa. — Calandrino lieto, levatosi, s’andò a fare i fatti suoi, lodando molto, ovunque con persona a parlar s’avveniva, la bella cura che di lui il maestro Simone aveva fatta, d’averlo fatto in tre dí senza alcuna pena spregnare; e Bruno e Buffalmacco e Nello rimaser contenti d’aver con ingegni saputa schernire l’avarizia di Calandrino, quantunque monna Tessa, avveggendosene, molto col marito ne brontolasse.

[IV]

Cecco di messer Fortarrigo giuoca a Bonconvento ogni sua cosa ed i denari di Cecco di messere Angiulieri, ed in camiscia correndogli dietro e dicendo che rubato l’avea, il fa pigliare a’ villani; ed i panni di lui si veste e monta sopra il pallafreno, e lui, venendosene, lascia in camiscia.


Con grandissime risa di tutta la brigata erano state ascoltate le parole da Calandrin dette della sua moglie; ma tacendosi Filostrato, Neifile, sí come la reina volle, incominciò:

Valorose donne, se egli non fosse piú malagevole agli uomini il mostrare altrui il senno e la vertu loro, che sia la sciocchezza ed il vizio, invano si faticherebber molti in por freno alle lor parole: e questo v’ha assai manifestato la stoltizia di Calandrino, al quale di niuna necessitá era, a voler guerire del male che la sua si triplicitá gli faceva accredere che egli avesse, i segreti diletti della sua donna in publico addimostrare. La qual cosa una a sé contraria nella mente me n’ha recata, cioè come la malizia d’uno il senno soperchiasse d’uno altro, con grave danno e scorno del soperchiato; il che mi piace di raccontarvi.