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novella quarta 123

bevuto, dissono i giovani: — Messer, poi che tanta di grazia n’avete fatta, che degnato siete di visitar questa nostra piccola casetta alla quale noi venivamo ad invitarvi, noi vogliam che vi piaccia di voler vedere una cosetta che noi vi vogliam mostrare.— Il vescovo rispose che volentieri; per che l’un de’ giovani, preso un torchietto acceso in mano e messosi innanzi, seguitandolo il vescovo e tutti gli altri, si dirizzò verso la camera dove messer lo proposto giaceva con la Ciutazza, il quale, per giugner tosto, s’era affrettato di cavalcare, ed era, avanti che costor quivi venissero, cavalcato giá delle miglia piú di tre; per che stanchetto, avendo, nonostante il caldo, la Ciutazza in braccio, si riposava. Entrato adunque con lume in mano il giovane nella camera, ed il vescovo appresso e poi tutti gli altri, gli fu mostrato il proposto con la Ciutazza in braccio. In questo destatosi messer lo proposto, e veduto il lume e questa gente da tornosi, vergognandosi forte e temendo, mise il capo sotto i panni; al quale il vescovo disse una gran villania, e fecegli trarre il capo fuori e vedere con cui giaciuto era. Il proposto, conosciuto lo ’nganno della donna, sì per quello e sì per lo vitupèro che aver gli parea, subito divenne il piú doloroso uomo che fosse mai: e per comandamento del vescovo, rivestitosi, a patire gran penitenza del peccato commesso, con buona guardia, ne fu mandato alla casa. Volle il vescovo appresso sapere come questo fosse avvenuto, che egli quivi con la Ciutazza fosse a giacere andato. I giovani gli dissero ordinatamente ogni cosa; il che il vescovo udito, commendò molto la donna, ed i giovani altressi che, senza volersi del sangue de’ preti imbrattar le mani, lui sí come egli era degno avean trattato. Questo peccato gli fece il vescovo piagnere quaranta dì, ma amore e sdegno gliele fecero piagnere piú di quarantanove: senza che, poi ad un gran tempo, egli non poteva mai andar per via che egli non fosse da’ fanciulli mostrato a dito, li quali dicevano: — Vedi colui che giacque con la Ciutazza! — Il che gli era sì gran noia, che egli ne fu quasi in su lo ’mpazzare; ed in cosí fatta guisa la valente donna si tolse da dosso la noia dell’impronto proposto e la Ciutazza guadagnò la camiscia.