Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/215


CAPITOLO L. 203

Tuttor notando quel ch’andrò vedendo
     50Dietro a costei per la portella stretta,
     E di scriverlo oltre ancora attendo.
Or vi voglio pregar, Donna diletta,
     Che poi che la passata visïone
     Tuttora con diletto avrete letta,
55Mirando dove cade riprensïone
     Mi correggiate, e cara la tegnate,
     Pensando alla mia buona affezïone.
Io non mi curo poi se dispregiate
     Sien forse le sue o sua sentenza,
     60Sol che a voi sian dilettose e grate.
Per vostro onore, e somma reverenza
     Della fè ch’io vi deggio, e come a Donna
     Di virtuosa e somma intelligenza,
Atando me la possa, che s’indonna
     65In ciascun cuor gentil, che da virtute
     Per accidente alcun mai non si sdonna,
Rispetto avendo ancora alla salute,
     Che da voi speranza mi promette
     A mitigar l’amorose ferute,
70Aggio composte queste parolette
     In rima, e fine faccio col piacere
     Di voi, in cui l’alma tutta si rimette.
Vaga e contenta solo di potere
     Far cosa che v’aggrada, e questo vuole,
     75Questo disia, e questo l’è in calere,
Ed il contrario più ch’altro le dole.
     Dunque, Donna gentile e valorosa,
     Di biltà fonte, com’ di luce sole,