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138 AMOROSA VISIONE

Rovinati gli ostier, nè vi dimora
     20Altri che bestie salvatiche e fiere,
     E quanto fosse grande parsi ancora.
Jocasta trista vi puo’ tu vedere,
     Ch’al figlio moglie misera divenne,
     Bench’avvenisse senza suo sapere.
25E vedi que’ che questa tutta tenne
     Con tal voler del frate, per cui questo
     Distruggimento misera n’avvenne,
Giace con lui in quel fuoco molesto,
     E quivi vedi il frate, che amendui
     30Fu l’uno all’altro uccider così presto.
Oltre un poco poi vedi colui,
     Che sopra al mur da Giove fulminato
     Fu, dispregiando ancor negli atti sui.
Con questi vedi Adrasto allato allato
     35Con gli altri regi, che l’accompagnaro
     A quel distruggimento dispietato.
Vedi Tideo, vedi il pianto amaro
     Che fér le triste, che a compimento
     In ristoro del duol la consumaro.
40Non t’è occulto or quanto mutamento
     Dal bene al mal fosse quel di costoro,
     E quasi fu in un piccol momento.
Pon mente poi un poco, dietro a loro
     Troia vedrai e ’l superbo Ilione,
     45Ch’appena alcuna parte par di loro:
Ora non v’ha nè tetto nè magione,
     Ma qual caduto e quale arso si mostra,
     Come tu vedi, e sai ben la cagione.