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Rime 103

     Vengono appresso, amendune figliuole
     Di Rinier Marignan1 son saper dei2.
A nostra danza quinta è il tuo sole,40
     Ciò è quella Fiammetta, che tti diede
     Colla saetta al cor, ch’anchor ti dole.
Ell’è più bella ch’altra, ma nol crede
     Chi non riguarda lei con gli occhi tuoi3,
     Però che tanto avanti alcun non vede.45
E la bella lombarda segue poi,
     Monna Vanna chiamata4, e, se ttu guardi,
     Nulla più bella n’è con esso noi.
Di Filippozzo Filippa de’ Bardi5
     Seguita bella, e poi monna Lottiera650
     Di Neron Nigi7 con soavi sguardi.


  1. Messer Ranieri di messer Marignano de’ Buondelmonti fu podestà di San Gemignano nel 1309, di Cremona nel 1311, di San Gemignano ancora nel 1312, e combatté tra i feditori del suo Sesto (di Borgo) nelle battaglie di Montecatini e dell’Altopascio. La Lisa sua figlia, morta nel 1363, sposò innanzi al ’35 messer Simone di Chiaro Peruzzi; per sua istanza furon volgarizzate da ser Filippo Ceffi le Eroidi ovidiane. Della Pecchia non si sa nulla.
  2. «Devi sapere che sono ecc
  3. Ossia, con occhi d’innamorato.
  4. È ricordata, con grandi elogi alla sua bellezza, nell’Amorosa Visione (XL, 40 e sgg.), e figura nell’Ameto sotto il nome di Acrimonia.
  5. Filippozzo di Gualterotto de’ Bardi, morto il 12 settembre 1327, ebbe da Caterina di messer Vieri de’ Cerchi la figlia Filippa, che sposò nel 1342 messer Francesco Rinuccini.
  6. Figlia di messer Odaldo della Tosa; fu ricordata dal Pucci nel predetto serventese del 1335, dal Boccacci nell’Amorosa Visione (XLIII, 79-84) e nell’Ameto (Mopsa), e da Sennuccio del Bene in un delicato sonetto indirizzatole. Morì nel luglio 1347.
  7. Nerone di Nigi di Dietisalvi, parecchie volte priore del suo Comune tra il 1326 e il ’64, gonfaloniere di giustizia nel 1337 e ’50, uomo di ‘turpissima sembianza’ (Ameto), fu il marito di Lottiera.