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patria, a questa antica madre dell’italico sapere, che di sicuro e lieto ricovero gli fu generosa, lasciò un testimonio durevole del suo tenero affetto, intitolando alla gioventù delle isole ioniche l’ideologia, composta da lui alquanti anni prima del suo sbandimento. Nella quale mostrò l’origine d’ogni sorta d’idee: dichiarò la natura del ragionamento, e fece conoscere qual sia il suo potere, e quale il suo limite: procacciò d’indicare il modo, onde si possono aiutare ed accrescere le forze mentali, sì per lo conoscimento del vero, sì per l’esempio delle arti. E tutta questa dottrina da lui stabilita è della scienza ideologica solido e verace fondamento1.

Nel mentre che questa sua grande opera si veniva stampando, fosse che quell’aria non gli conferisse molto, o ’l sostenuto disagio del navigare avesse accresciuta la sua mala disposizione, infermò; e come potè riaversi alquanto, desiderò di rivedere l’Italia, tenendo a somiglianza dell’Alighieri per incomportabile cosa l’esilio: onde scrisse agli amici, i quali si adoperarono in modo, che gli ottennero il ritorno. Quando seppero i corfioti ch’ei si partiva, molto se ne dolsero: lo ricercarono che gli piacesse di rimanere con esso loro, ed a ritenerlo gli offerirono onori e cattedre con la provvisione annuale di settecentoventi scudi. Egli mise innanzi a tutto la sanità sua, e piuttosto convalescente che sano, montato in nave, salpò. A’ 24 maggio del 1832 era in Ancona; e di qui scrisse alla madre ch’ei tornava per riposarsi alla sua villa (che aveva in luogo ameno, detto il Cipresso,, non molto lungi da Bologna) ed ivi attendere con pace agli studi sino alla morte. In altra

  1. Il ch. prof. Giuseppe Caleffi nel suo bel Discorso storico-critico sulle vicende della Filosofia, ec. stampato in Firenze nell’1837, così ragiona a cart. 67. 68. della Ideologia del Costa. “Il libro che senza pertinacia di sistema e senza entusiasmo di singolarità, ma per solo desiderio di essere utile alla gioventù, pubblicò questo illustre ideologo intorno al Metodo di bene comporre le idee, di bene scomporle, e di significarle con vocaboli di preciso valore, ec., è particolarmente destinato a preservare gli studiosi dagli errori ne’ quali caddero i filosofi del secolo andato per non aver bene osservati i fatti, e secondo l’ordine loro composte le idee, e a far evitare quelli ne’ quali cadono i moderni, che volendo colla sola forza della ragione travalicare il confine posto dal Creatore all’umano intendimento, si sforzano, per dirlo con le espressioni medesime dell’autore, di ricondurre gli uomini pel regno delle chimere.”