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Maria

Questo è troppo!

Elisabetta

(con riso beffardo)

Ora voi mostrate l’aspetto vostro sincero; fin qui non fu che una maschera.

Maria

(accesa di collera, ma con nobile decoro).

Io ho fallato umanamente, e da giovane; il potere mi traviò, nè l’ho taciuto, o nascosto, ma con reale franchezza ho dispregiato le false apparenze. Il mondo sa il peggio di me, ed io posso dire d’esser migliore della mia reputazione. Guai a voi, se un tempo leverete dalle vostre azioni quel manto di onore, onde voi splendidamente coprite le fiere voglie di una segreta libidine! Da vostra madre non aveste in retaggio l’onestà; e tutti sanno per via di quali virtù Anna Bolena ascendeva sul palco.

Shrewsbury

(entrando di mezzo alle due regine).

O Dio del cielo! a questo doveasi giugnere! Lady Maria, è questa forse moderatezza, sottomissione?

Maria

Moderatezza! io ho sofferto quanto l’uomo può soffrire. Esci, o rassegnazione, dal cuore d’agnello! vola in cielo, tollerante pazienza! rompi i tuoi legami, esci dalla tua spelonca, o rancore così a lungo racchiuso! – e tu, che all’irritato basilisco desti lo sguardo omicida, tu ponmi sulla lingua l’avvelenata freccia!1

Shrewsbury

Oh! ella è fuor di senno! Perdonate in lei il furore, la potente irritazione!

(Elisabetta, muta di collera, lancia occhiate furiose sopra Maria).