Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 7, 1799.djvu/127


Mille. 123

le leggi, che già vi s’insegnavano, e traevano da lontano discepoli, ed a vent’anni era in fama di tal dottrina, che ne fu egli publico insegnatore, secondo alcuni scrittori, nella sua patria. Passato in Francia al 1042. fuggendo i romori di guerra, ed apertavi scuola, siccome monaco nella Badia del Becco in Normandia, fu al 1050. chiamato da Leone IX. ai concili Romano, e Vercellese, fu eletto al 1070. arcivescovo di Cantuaria, e promosse in Inghilterra gli studi coll’opere, e colla dottrina, per le qua-


    maestro di teologia, e può dirsi ancora di filosofia, poichè non meno egli, che il suo discepolo Anselmo sono riconosciuti in metafisica specialmente preclari, che allor poco era nota. Molti scrittori di storia ecclesiastica dicono concordemente aver lui condotte in Francia l’arti liberali, che colà da gran tempo eran cadute: che quel monastero per lui fu detto regno, ed emporio di dottrina, ove i più nobili, e gli stessi principi ad istruirsi correvano. Tali furono Alessandro II. da s. Pier Damiani chiamato bene literatus, & vivacis ingenii, Gregorio VII., Anselmo di Cantuaria, Guitmondo cardinale, Jvone Carnotense, ed altri assai.