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Mille. 105

novella. Imperciocchè nè a maggior perfezione poteva alzarsi l’ingegno umano, quanto avea fatto nel secol d’Augusto in Italia, nè più basso potea ruinare, quanto fece prima del mille, sicchè seguendo suo giro, e tendenza dovè rinascere dalle ruine e dall’oppressione risorgere, insinchè risalito di poi a nuovo splendore, torni pur nuovamente a degenerare or più, or meno secondo il vario e moltiplice combinarsi di mille cause non facili a determinare1. Quel che sembra più certo si è, che la decadenza suol essere precipitosa, lento e lungo il risorgimento, e che un secolo solo è il felice, molti prima, e dopo di lui sono i men lieti.

E nel vero non dobbiam già pensare, che


  1. M. Tullio nelle Tusculane attribuisce ciò alla natura stessa delle umane cose di non poter tenersi e stare. Seneca il retore rrieno filosoficamente nè incolpa una legge fatal del destino e Lucano con lui s’accorda = Invida fatorum series, summisqut negatum.... Stare diu. Ma noi che vogliam ragione, e filosofia, noi andremo accennando alcune di quelle cause principali qua e là.