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Note. 237

rompiture, di scabrosità, di precipizi, tutta nera, ed affumicata, tutt’aperta qua e là di fissure, di crepacci, di fumaiuoli, e la gran bocca poi che bolle, che rnugge, che vomita vampe, caligini, fumo, e spesso sassi, bitumi, materie informi, ed ardenti; ed intanto il rimbombo di quelle caverne, lo strepito di quelle fornaci, il suolo stesso non ben sicuro, ma rispondente come metallo alle percosse de’ sassi, che vi si gittano d’alto, unito alla memoria, che ho di vere, o non vere disgrazie ivi accadute, ed al timore di spalancarmisi sotto la gran voragine, o d’investirmi la fiamma, o d’opprimermi un’eruzione; ed il contrasto per altra parte mirando sotto la scena dell’immensa e tranquilla pianura di terra, e di mare, della vasta città di Napoli, delle terre, e dei borghi dispersi, de’ monri e de’ colli d’intorno; in verità fa un effetto, e una sensazione, e un trasporto nell’anima, che t: difficile a definire, ma che è pien di grandezza^ di maestà non mai più sentita... Per.

oppositi mezzi ad un medesimo senso entusiastico, ed incantatore rapisce l’anima quell’?mr