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VI PREFAZIONE.

ture moderne, della storia, della geografia, fornisce quel grado di coltura generale che è richiesta dalla posizione sociale nella quale si troverà più tardi il giovane che esce dalla scuola classica. Ora se la funzione principale di questi vari insegnamenti può cosi prefinirsi, perchè non potrà determinarsene il metodo?

Ristringendoci all’insegnamento della geometria, non dubitiamo affermare che tanto il punto di vista metafisico nel quale si sono posti alcuni autori, considerandola come una scienza di ragionamento puro, quanto l’altro pel quale si fa quasi di essa una scienza applicata, facendo seguire ad ogni proposizione l’uso pratico della medesima, sono da condannarsi perchè evidentemente contraddittorii agli scopi prefissi. Perciò dobbiamo lamentare che quell’inimitabile modello di logica e di chiarezza lasciatoci dai Greci negli Elementi d’Euclide sia stato pressoché abbandonato dalle nostre scuole, e siansi invece introdotti e raccomandati libri, nei quali esagerandosi il metodo di Legendre,1 al rigore del ragionamento si è sostituito il meccanismo del processo aritmetico. La suprema accuratezza d’Euclide2 non è più apprezzata nelle nostre scuole, e vi si preferiscono dimostrazioni inesatte di proprietà, le

  1. Hoüel, Essai critique sur les principes fondamentaux de la Géométrie élémentaire, Paris, 1867. — Duhamel, Des méthodes dans les sciences de raisonnement. 2e Partie, 1866.
  2. Dialoghi delle Nuove Scienze. Giornata quinta.