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più nessuno, i letti dei torrenti senza libellule e con l’erba appassita, salci che non crescevano più, gelsi con la foglia piccola, vomeri lucenti, sassi che scottavano, nuvole rosse come fiamme, stelle cadenti!

Una cicala, sopra il nocchio d’un olivo, canta: la vedo. Mi ci avvicino, in punta di piedi, stando in equilibrio dall’una zolla all’altra. La stringo. Le stacco la testa.


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