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Qualche mattina, anzi giorno, sono entrato nella Basilica di San Francesco; a Siena. I colori delle vetrate erano lividi, come pezzi di diaccio, con i santi e le sante intirizziti, dentro e attraverso.

Cercavo di camminare in punta di piedi per non udire il mio passo, e m'avanzavo fin sotto l'altare maggiore; poi, tanto a destra che a sinistra, andavo da una cappella all'altra, cercando, con superstizione, di fermarmi, dentro ciascuna, più nel mezzo che mi fosse possibile ma senza troppo tempo a misurare lo spazio con