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suno s'accompagnava con me, camminavo più piano quantunque mi crescesse la fretta d'arrivare. Che tristezza desolante e silenziosa! Qualche volta un rovo, i cui tralci erano stesi in terra, mi s'attaccava ai calzoni: prima di distrigarmi, mi approfittavo d'esser stato fermato per sfogare la mia scontentezza guardando l'ombra dietro a me. Ma tutto il torrente era pieno di rospi da dove ero venuto a dove andavo, anche così lontano che gli ultimi a pena s'udivano; e la loro voce che mi pareva tranquilla, ed è invece tremula, mi consolava. Tutti gli altri che avevo veduto morti o agonizzanti ricordavo allora! Quello a cui con una frusta di salcio avevano fatto un nodo scorsoio e l'avevano la-