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Il limone già tagliato, i bicchieri puliti, la tovaglia di bucata; e la voglia di mangiare.

Sono impaziente: mi guardo le mani, mi specchio ai vetri della finestra. Nessuna stanza è bella come questa; e la mia anima è anche più gaia dell’aria: il limone, i bicchieri, i piatti sono belli perché miei. Il senso di averli e loro stessi sono una cosa sola. Ed una sola realtà.

Ma, a pena mi sono seduto a tavola per il pranzo, sento cantare, da un ragazzo, una canzone che io conosco senza averla ancora imparata.

Mi vengono i brividi.

Portava gli agnelli a vendere.


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