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Mi ricorderò sempre degli otto mesi che, a Siena, precedettero il mio matrimonio; forse perché non mi accadeva mai niente, e tutti i giorni, due volte, scrivevo alla mia fidanzata.

Stavo a retta in Via del Refe Nero, in fondo alla scesa. La mia padrona vendeva il vino, e dalla sua fiaschetteria si poteva salire in casa: di lì passava sempre lo sguattero di quella trattoria che avevo incaricato di mandarmi il pranzo e la cena.

Per pigliar moglie aspettavo che i miei interessi, essendomi