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X ABORE E SIGNILDA (Traduzione di una leggenda popolare scandinava) Una gran nimistá s’era messa tra re Abore e re Svardo il potente, e ciò sol per la nobil Signilda, la si adorna fanciulla avvenente. 5 Qual la vi par piú bella: conquistar me o la gentil donzella? E una notte nel bel del dormire, ecco il giovin re Abor che si desta, eccol li che in parole affollate io de’ suoi sogni il tenor manifesta: — Mi parea giá nel regno de’ cieli goder io la cittá tanto bella; la mia cara io tenevami in braccio e cadea fra le nubi con ella. — 15 Quante li sedean donne e donzelle non badavan, non davangli ascolto: salvo si la sua tenera madre; quella al sogno fu attenta pur molto. — Esci, o figlio, va’ al monte degli Elfi 20 non istar nelle indugie a impigrirti: la maggior trova figlia dell’ Elfo, prega lei voglia i sogni chiarirti. — Ecco allora il re giovane Abore nella destra recarsi la spada; 25 e a cercar della vergine bianca, verso il monte eccol prendere strada.