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XLVI
M O R I A N A
ROMANZA PRIMA
Con su ríqueza y tesoro...
Rotti, generai. (Madrid, 1604).
Con isfarzo e gran tesoro
Galvan serve a Moriana.
Ella piange pel martora
di vedersi li cristiana
fatta schiava d’un re moro.
V’ è un segreto nel suo cuor,
un travaglio, un gran dolor,
ma non osa dir di quello;
Moriana va in castello
dietro al moro, al suo signor.
L’ha rubata il moro ardito
dal pometo, lei, del padre,
ché nessun ne l’ha impedito,
fuor degli occhi della madre,
fuor di mano del marito.
Nel castel, nel suo poder,
tanto ei l’ama e l’ha in piacer,
che in un orto riposando
stanno a’ dadi insiem giocando,
per spassarsela e goder.
Tanto a spasmo ei n’invaghia,
che, qual palma di conquista,
ogni perder gli gradia.
Sebben ella in cuor sia trista,
mette in volto l’allegria.
Sol guardando ei tal beltá,
tanto è senza libertá,
che sdraiòn sull’erba verde,
ogni volta che il re perde,
perde un borgo o una cittá.