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Quando in sé fu ritornato,
chi può dir la sua tristezza?
mise gridi sovra gridi,
fe’ parole d’amarezza.
ROMANZA SETTIMA
Tolta dalla romanza :
No se puede llamar rey...
Romancero generai (Madrid, 1604).
— Re non merta che ’l si nomi
chi fe’ tanta villania,
chi de’ sette figli miei
recò i teschi in faccia mia!
Oh! quai figli obbedir padre
s’è mai visto piú di loro !
ei difesa de’ cristiani,
ei flagel del popol moro!
Non fu, no, che a tradimento
questo scempio, re Almanzorre!
Non bastavi tu, né quanta
gente avessi tu a raccòrre,
se sfidati a buona guerra,
a buon campo venian ei ;
né tu qui di questo modo
li traevi agli occhi miei!
Perché un di, in una battaglia,
re Almanzor, t’ ho vedut’ io
da costui, minor di tutti,
fuggir vólto in trambustio,
pregar ali al tuo cavallo,
giá pur tanto buon corsiere,
pregar teco ai mille mori
doppie indosso le lamiere.