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ROMANZA OTTAVA
Andando os xxxvi anos ...
Era un anno di quiete,
e in Leon sedean gli Stati,
quel dei Grandi e il mediano,
da re Alfonso convocati.
325 Per le Cortes piú onorare
mentre tengan parlamento,
di gran sciali e di gran feste
fea re Alfonso ordinamento.
Ogni giorno correan tori :
330 ogni giorno era un fruscio
alla giostra, alla quintana:
era corte a giubilio.
Ma due conti, personaggi
tutti e due di grande altura,
335 don Ariasa e don Tibaldo,
s’affliggean oltre a misura
del veder che al parlamento,
né alle feste non venia
mai Bernardo, menomando
340 cosi a tutti l’allegria.
Consigliarono i due conti,
si accordarono a un partito:
supplicaron la regina
che a Bernardo fèsse invito,
345 tal che in grazia almen di lei
salga in sella quel solingo,
corra anch’egli al «saracino»,
vibri lancia nell’arringo.
G. Berchet, Opere- 1.