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certo senso tutti gli uomini sono fratelli, ma questa fratellanza non è da paragonarsi coi sentimenti della fratellanza di sangue».

«Qui parla in voi il secolo XIX» esclamò il dottor Leete. «Oh signor West, non c’è più alcun dubbio sul lungo tempo che avete dormito. Se dovessi con una parola darvi la chiave dei segreti della nostra civilizzazione, paragonata a quella dei vostri tempi, vi direi che la solidarietà del genere umano e della umana fratellanza, che allora erano soltanto belle frasi, sono, secondo il nostro sentire, legami veri e forti quanto quelli del sangue.

Non posso comprendere la vostra sorpresa nel sapere che coloro che non possono lavorare hanno il diritto di vivere del guadagno di chi lavora. Anche a’ vostri tempi il servizio militare al quale corrisponde il nostro servizio industriale, era obbligatorio per chi lo poteva fare, non toglieva però agli inabili i diritti di cittadini. Questi rimanevano a casa ed erano protetti da chi si batteva e nessuno li teneva in minor conto degli altri. Così adesso, a chi non può lavorare, nessuno toglie i diritti del cittadino. L’operaio non è un cittadino perchè lavora; ma lavora perchè è un cittadino; e come voi riconoscevate dovere del forte il combattere per il debole, così noi che non facciamo più guerra, riconosciamo il dovere di lavorare per lui.

Uno scioglimento che non è completo, non è uno scioglimento e quello del problema della società umana non sarebbe stato completo, se avessimo trascurato gli storpi, i malati ed i ciechi; meglio lasciare senza cura i forti ed i sani, che quegli infelici, pei quali ogni cuore deve sentir pietà e pei cui bisogni fisici e morali è necessario pensare prima di tutto. Da ciò risulta, come vi dicevo stamane, che il diritto di ogni uomo, di ogni donna, di ogni fanciullo ai mezzi di sussistenza è basato sull’unione di tutti i membri dell’umano consorzio, formanti una sola famiglia umana. L’unica moneta corrente è l’immagine di Dio, e questa serve per tutto ciò che abbiamo.

Secondo le considerazioni moderne nessun tratto della vostra civilizzazione è tanto ripugnante, credo, quanto quello dell’abbandono delle classi dipendenti: anche non avendone compassione.