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nendo risposta, minacciava d’inghiottire la società. Franca la spesa di dormire cent’anni, per udire questa risposta se l’avete trovata.»

«Siccome ai giorni nostri non sappiamo che sia la questione operaia,» rispose il dottor Leete, «suppongo che possiamo gloriarci di averla sciolta. La società avrebbe infatti meritato di venire ingoiata qualora non fosse riuscita a sciogliere un enigma tanto semplice. Del resto la società non ebbe bisogno di scioglierlo, esso, dirò così, si sciolse da sè. Lo scioglimento fu semplicemente il risultato di un processo di evoluzione industriale, che non poteva terminare altrimenti. Tutto ciò che alla società rimaneva da fare, era di riconoscerlo e di cooperare con lui, quando le sue tendenze divennero manifeste.»

«Quando mi addormentai,» dissi, «non si aveva ancora nessuna idea di una simile evoluzione.»

«Mi pare che mi diceste di esservi addormentato nel 1887.»

«Sì, il 30 Maggio 1887.»

Il dottore mi guardò e stette un momento sopra pensieri, quindi disse: «E mi dite che, allora, non s’era per anco riconosciuta la natura della crisi che avrebbe calmata la società? Naturalmente non pongo in dubbio la vostra asserzione; molti storici hanno già scritto che la cecità dei vostri contemporanei per i pronostici del tempo, era proprio straordinaria; noi però non giungiamo a comprendere come possano esservi sfuggiti tutti i chiari e manifesti indizi di una prossima riforma sociale. Mi interesserebbe molto, Signor West, il sentire che cosa voi e gli uomini della vostra coltura pensavate, dello stato della società e delle sue vedute nell’anno 1887. Dovevate ben prevedere che l’agitazione industriale e sociale, allora tanto diffusa e che il malcontento di tutte le classi per l’ineguaglianza della società, erano forieri di grandi trasformazioni».

«Tutto ciò noi lo abbiam veduto chiaramente» soggiunsi. «Sentivamo che la società non aveva più fondo da gettar l’ancora e che era in procinto di rimanere in balia delle onde. Nessuno poteva dire ove essa approderebbe; ognuno temeva di precipitare in un abisso».