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ritornaste alla vita, ne fui sicura come se essa mi avesse detto ch’io dovevo esser vostra, perchè essa non potè esserlo; ma ciò non poteva avverarsi che per la vostra volontà. Oh! quanto volontieri subito quella mattina vi avrei detto chi ero; ma non osavo aprir la bocca e non volevo che papà e mamma ve lo dicessero».

«E dev’essere proprio questo che impedivate a vostro padre di dirmi!» ripresi, richiamando alla mia mente il discorso udito, mentre rinveniva dal mio sbalordimento.

«Appunto questo,» disse Editta ridendo. «Lo avete indovinato; papà non è che un uomo e pensava che vi sareste sentito più a posto dicendovi chi eravamo; egli non pensava affatto a me; ma la mamma sapeva ciò che desideravo e venne fatta la mia volontà. Non avrei mai potuto guardarvi in faccia, se aveste saputo chi sono e mi sarebbe parso d’importunarvi, d’impormi a voi; così temo che lo pensiate adesso ch’io mi vi sono imposta; pure non era certo la mia intenzione, poichè so che ai vostri tempi le ragazze dovevano nascondere i loro sentimenti come un peccato; e perchè considerare un peccato se si amava prima di averne il permesso? o forse gli uomini allora s’indispettivano quando delle ragazze li amavano? Adesso non pensano così, nè gli uomini, nè le donne; per me non lo capisco, nè punto, nè poco; questa dev’essere una di quelle stranezze che mi dovrete spiegare; con tutto ciò, non credo che Editta Bartlett sia stata sciocca al pari delle altre».

Dopo aver tentato varie volte di separarci, senza mai riuscirvi, Editta si decise finalmente a darmi la «buona notte». Mentre stavo per deporre sulle sue labbra proprio l’ultimo bacio, essa si ritrasse e disse con malizia: «C’è una cosa che m’inquieta.

Perdonate, davvero Editta Bartlett, di avere sposato un altro? Secondo i libri, pare che gli amanti dei vostri tempi fossero più gelosi che teneri e perciò ve lo domando. Mi togliereste un gran peso dal cuore assicurandomi che non siete geloso del mio bisnonno, perchè ha sposato la vostra fidanzata. Posso, ora che sarò nella mia stanza, dire al ritratto della mia bisnonna che le perdonate la sua infedeltà?»