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RELAZIONE 437

del termometro non eccederebbe un quarto di linea Parigina sul totale della misura, cioè un atomo e mezzo sopra due braccia; e considerando ripartita la variazione sui due estremi, un ottavo di linea Parigina, ossia tre quarti di atomo sopra un braccio. Se si considera che l’atomo è l’ultima divisione sensibile del nostro braccio, che è il 1728.mo dello stesso, si vedrà che per tutti gli usi anche più delicati ai quali servirebbe questa misura, l’alterazione del campione di metallo, così poco sensibile in una variazione del caldo al freddo di ventisette gradi, non porterebbe alcuno sconcerto, né avrebbe alcuna influenza per qualunque misurazione si potesse fare: e certamente ad una piccola variazione, l’alterazione diverrebbe praticamente nulla.

II.

In vista delle considerazioni sovraesposte si sono prescelti i metalli per la costruzione del campione primario, e fra questi il ferro e l’argento da combinarsi con quelle avvertenze che saranno esposte, affine di dare al campione tutti li possibili vantaggi e di evitarne tutti li possibili inconvenienti. Si è ad ogni buon fine inciso sul campione stesso il grado del termometro di Reaumur, cui saliva il mercurio nel momento che si son fissati gli estremi della misura. In conseguenza di ciò essendo stato fissato il campione a gradi 17 sopra il ghiaccio del termometro, quando si voglia rettificare li campioni subalterni col campione maestro, ovvero collo