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Se l’Italia ha vecchi che ricordano la tradizione garibaldina, se ha giovani che fra i doveri dell’umanità comprendono l’aiuto ai fratelli e alle genti oppresse, se ha cittadini che sentono la minaccia perenne rivolta dal Nord alle terre e al mare nostro, finchè non siano libere per sempre le alpi d’Italia dalle aquile austro-tedesche, il verso del Carducci deve oggi diventare inno della nazione:

     Pe’l sangue degli eroi, pe’ franti petti
de’ vegliardi, pe’l duol che si disserra
da le piaghe di madri e pargoletti
guerra a tedeschi, immensa eterna guerra
tanto che niun rivegga i patrii tetti
e tomba a tutti sia l’itala terra!