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cxxxvi introduzione


Tutto composto di riminiscenze del Cunto de li Cunti è il racconto, che fa nel IV cantare Psiche, venuta a cercar lo sposo in Malmantile. Il principio d’esso è formato da un pezzo del T. V della G. II. Nella parte di mezzo, c’è qualche riscontro coll’ introduzione, col T. V della G. III, e anche col T. I, G. IV. La conclusione, infine, è tolta di peso dall’introduzione del Cunto de li Cunti 1.

La novella di Nardino e Brunetto, nel VII cantare2, è una contaminazione delle novelle del Basile Lo Cuorvo (IV, 9), e Le tre cetre (V, 9), non senza mescolanza di alcuni nuovi particolari.

Come poi il Lippi imiti il fare del Basile, lo provi questa descrizione dell’uom selvatico Magorto, eco delle tante felicissime grottesche descrizioni di orchi, che si trovano nel Cunto de li Cunti:


          Ma io ti vuò dar adesso un’abbozzata,
          Qui, presto presto, della sua figura.
          Ei nacque d’un Folletto e d’una Fata,
          A Fiesol, ’n una buca delle mura:
          Ed è sì brutto poi che la brigata,
          Solo al suo nome, crepa di paura.
          Oh questo è il caso a por fra i Nocentini
          A far mangiar la pappa a quei bambini!



  1. Malmantile, IV, 2982.
  2. Malmantile, VII, 27-105. Quantunque erroneamente citando, a questa imitazione credo che alluda il Passano, quando dice che la nov. 9, IV, e 9, V del Cunto furono imitate nel C. III del Malmantile (cfr. l. c.).