Apri il menu principale

Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/34

xxiv introduzione


Questi i fattori che condussero al successo la nostra impresa.

Ella che ne fu il poeta, e sta per esserne lo storico, lo sa meglio di me. E sa anche quanto la sorte di questo nostro viaggio sia stata diversa da quella di tanti altri.

Io ripenso qualche volta certe figure che dovrebbero essere leggendarie e sono invece quasi dimenticate. Viaggiatori che in paesi ignoti hanno scoperte o ritrovate verità geografiche, che, rischiando per lunghi anni quotidianamente la vita, hanno aperto al commercio del loro paese fertili zone di sfruttamento, all’industria paesana larghi territori di consumo. E io li ripenso — i nomi mi bruciano le labbra — al loro ritorno in patria.

Pochi specialisti li accolgono, poca stampa li discute e solo per criticarli aspramente, il silenzio li circonda e alle volte questo tacere del pubblico, questo silenzio amaro dell’umanità, per la quale lavorarono e soffrirono, li ha uccisi.

A noi, che tanto minor cosa facemmo, toccò l’applauso popolare, toccò l’emozione di avere per un momento sollevato l’entusiasmo nelle grandi metropoli del mondo, nelle città operose, nei borghi tranquilli, lungo tutte le vie d’Europa.

Il perchè è complesso. V’entra la novità del veicolo impiegato, la sua crescente importanza economica e sociale; v’entra la lunghezza del tragitto compiuto in così breve tempo e in mezzo a difficoltà per la prima volta intraviste; v’entra la soluzione felice di problemi tecnici e l’affascinante attrattiva di quella terra asiatica, dalla quale forse veniamo e che ci è tanto estranea. V’entra il contrasto fra i due estremi del viaggio.

Alla partenza la misteriosa capitale di un incomprensibile impero, dal quale il rumore della vita ci giunge affievolito dalla distanza nello spazio e nel pensiero; all’arrivo la cassa di risonanza più sonora — Parigi — d’onde ogni più lieve alito di vita si sparge per il mondo rafforzato e moltiplicato da mille echi.

Il segreto del perchè è qui e altrove; ma è soprattutto — ed Ella mi pare lo ha detto — nel filo metallico che ci accompagnò lungo tutta la via e giorno per giorno portava le nostre notizie alla stampa che le diffondeva.