Apri il menu principale

Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/20

x introduzione


si sollevavano vere montagne di paste e di riso; — dove Falia, la piccola Buriata, metteva il suo visetto fresco e un po’ selvaggio di giovane fiore della steppa; — dove gli amici vecchi e nuovi entravano e uscivano, senza invito e senza cerimonia, prendendo la loro parte di ospitalità e di vivanda liberalmente. E mi ricordo i discorsi, intorno alle mense cariche, tutti intenti a discutere l’utilità pratica della nostra traversata del Gobi, — avevamo ridotti a quattro i diciassette giorni delle più rapide carovane, — e le domande tecniche e precise che ci erano rivolte sulla possibilità di servirsi di questo rapido mezzo di locomozione per ricondurre su quel punto della frontiera una parte almeno dei trasporti di thè, che ora il mare assorbe fino a Wladivostock e di lì la ferrovia Transiberiana.

E rammenta, Ella, l’entusiasmo del nostro ospite d’Irkutsk quando, nostro ospite a sua volta fino a Nijni-Udinsk, provò la gioia della corsa — mentre il respiro largo accoglieva l’aria imbalsamata dal profumo dei pini sulle buone strade asciutte di Siberia? — In lui è certo rimasto il germe della passione automobilistica e nella buona stagione, su quei “tracts„ siberiani, sono infinite le possibilità dell’automobile.

A Krasnojarsk furono lunghi colloqui con due pratici e seri Inglesi, concessionari e ingegneri di miniere d’oro. Per loro si trattava di stabilire una comunicazione più rapida fra Krasnojarsk e Jenisseisk: e la nostra macchina che riposava lì nel cortile dell’albergo “Metropole„, intatta dopo più di tremila chilometri di terribili strade, diveniva un interessante soggetto di discussione e apriva dinanzi agli occhi loro un orizzonte vasto e nuovo di soluzioni insperate.

E fu a Tomsk in casa del Governatore. — Laggiù al Sud, all’estremo lembo meridionale della sua provincia, estesa quanto l’Impero Germanico, i Monti Altai drizzano le cime alpestri e offrono le valli e i fianchi, ricchi di tesori minerari, all’attività umana. — E mentre il Governatore mi narrava le vicende di una certa Società Anglo-Russa, che intendeva attivare e rendere regolari le comunicazioni di Tomsk con l’Oceano Artico, rimontando nella stagione estiva l’Obi con grossi piroscafi; e mentre mi diceva tutta l’utilità che ne avrebbe tratta