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il san michele espugnato 173

loro battaglia silenziosa nell’ombra della sera, distesi come in agguato. Scrosciano incessantemente i colpi diretti al ponte. Fra un’esplosione e l’altra si sente venir su dalle rive cespugliose un vasto e tranquillo gracidare di rane.


IL SAN MICHELE ESPUGNATO.

11 agosto.

Mentre Gorizia era presa e le nostre truppe, fin dall’alba di mercoledì, avanzavano all’attacco delle alture ad oriente della città, il Carso resisteva. Avevamo valicato di balzo le vette del San Michele, ma la truce montagna, che ai nostri occhi ha assunto qualche cosa di vivente, di feroce e di bestiale, come un mostro accovacciato bevitore di sangue, la montagna furente che porta le tracce di trentadue assalti, difendeva ancora tenacemente i suoi declivi. Ieri ha ceduto.

Pareva che gli austriaci volessero fare della punta estrema dell’altipiano carsico un perno della resistenza, che volessero tenere ad oltranza quel pilone irriducibile, farne un argine alla irruzione italiana. Il combattimento, che si era andato estinguendo sui quindici chilometri della fronte spezzata, imperversava nei giorni scorsi sul San Michele, nella Sella di