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innanzi, a guadagnar terreno, capisci? Siete sempre lì a discorrere di poeti, voi due. Lascia un po’ dormire il tuo Dante e il tuo.... come si chiama quell’altro che hai sempre in bocca? E parla piuttosto di te; con bei modi, si capisce, come va fatto in simili circostanze. Quando io ho posto gli occhi addosso a quella santa donna di sua madre, sai come ho fatto a dirle il mio sentimento? Lasciand stare che per istrada camminavo sempre sulle sue orme, che in chiesa mi piantavo sempre a cinque passi da lei e solo coi suoi occhi vedevo il prete all’altare. Queste son cose che s’intendono, oppure si sottintendono. Un giorno lei usciva per l’appunto di chiesa; ed io, facendo un cuor di leone, le venni rasente e le mormorai poche parole passando: «Ecco una ragazza che se mi dicesse un sì davanti all’altare di San Zenone benedetto, mi farebbe felice come un re e contento come un papa.» Lei si mise a ridere, facendosi rossa come una ciliegia. Allora, o per dire più esattamente, un giorno dopo, il signor Zenone Bertòla, mio degnissimo genitore, si levò il grembiule dai fianchi, si diede una risciacquata alle mani, mise il suo cappello sulle ventitrè ed uscì dal negozio, per andare in cerca del signor Gaudenzio Vercellone. Appena lo ebbe trovato, lo abbordò e gli disse senza tanti rigiri: «Sapete, compar Graudenzio? c’è il mio figliuolo che ha un’idea sulla vostra Giuditta. Che cosa ne pensate voi?» E l’altro gli rispose netto e tondo: «Che si potrebbe discorrerne stasera, per fare il contratto domani.» Capisci, ragazzo mio? Così si faceva ai tempi nostri, un quarto di secolo addietro. Ma ora, a quanto pare, il mondo è cambiato: e non in meglio, ti dico io, non in meglio. —

Virginio non potè trattenersi dal ridere, pensando al modo che aveva tenuto il signor Demetrio per conquistare la signora Giuditta. Era turbato, confuso, stordito; ma nella piena istessa della sua commozione si sentiva un altro uomo, intravvedendo per la prima volta l’immagine della felicità, e gli pare. che il mondo non fosse