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ggio per me. Il titolo protmette, per altro.... «La figlia del Ke», niente di meno! —

Virginio non si opponeva più. Caduto sopra una scranna, si era lasciato andare con le braccia sull’orlo della tavola, e là, nascosto il viso tra le palme, gemeva sommessamente. Fulvia era inflessibile, e non badava a quel rammarichìo di vecchio fanciullo. Aveva già letto il titolo; lo lesse da capo, ad alta voce, e così via via tutto il racconto:

LA FIGLIA DEL RE.

“C’era una volta un re che aveva una figlia, la quale si chiamava anche lei Fulvia, ed era buona, studiosa, ed amava tanto i suoi genitori; e poi venne grande e vollero maritarla. Ma nel palazzo del re non si trovava uno che la potesse sposare. C’era un paggio del re, che lui l’avrebbe sposata volentieri, ma essa non lo voleva. Quel paggio si chiamava Zufoletto di nome, e la principessa quando seppe che lui la voleva sposare ci disse: “Zufoletto il tuo nome non mi piace e io non ti sposerò mai. Perchè ti chiami cosi? E poi, non sei tu il servitore di mio padre? Non sai che devo sposare il figlio del re della China, che una buona fata mi ha promesso di farmi sposare quando sarò grande? Quando verrà lo sposerò e saremo felici.

“Allora Zufoletto ci rispose piangendo: “Io non sono un servitore ma un paggio del suo signor padre. Sono povero e piccolo, ma poi verrò ricco e grande e mi guadagnerò un regno colla mia spada„. E la principessa allora ci disse: La buona fata mi ha detto che il mio sposo sarà alto come un pioppo, e forte come san Giorgio e bello come l’angelo Gabriele. Tu non diventerai alto come un pioppo; tu non somiglierai mai all’angelo Gabriele e a san Giorgio, che lui sapeva stare a cavallo.

“Intanto venne il principe della China con tanti guerrieri a cavallo, per domandare la mano della figlia del re. E il re ce la diede, e fecero un gran pranzo di allegrezza. E Zufoletto se ne andò a combattere i nemici (?) e morì in battaglia. La figlia del re allora fu tanto felice col suo principe. E poi quello diventò re, e diventò regina anche lei e stettero allegri in pace e amore per tutta la vita.„

— Che sciocchezza! — esclamò Fulvia, meno tranquilla di quanto valesse parere. — Ed era da