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rore, e tutto si aggiustava con soddisfazione universale.

Non così nella cartoleria, dove scoppiarono i guai, per essere stata accertata la mancanza di ventisei risme di carta da protocollo e di sette di carta da lettere, che non apparivano per contro nel registro dell’uscita, nè in quello delle somme passate alla cassa. Maddalena, la formosissima bionda, a cui toccava quella piccola noia, si turbò grandemente: e da prima con gesti d’impazienza, poi con atti di persona offesa protestò contro un’accusa che nessuno le aveva ancor fatta.

— Chetatevi, Maddalena! — le disse Virginio. Non c’è niente di strano.... Anche di là, nelle pannine, c’era una differenza un po’ grossa; ma poi s’è ritrovato ogni cosa, e i conti si son ragguaiati. Bisogna rifare con pazienza le somme. —

Ripigliò il lavoro egli stesso, con tutta quella pazienza che raccomandava agli altri, ed anche maggiore; poichè infatti Maddalena lo aiutava male, muovendo gli involti e le scatole con certo suo garbo stizzoso, ammonticchiando, confondendo, per modo che ad ogni tratto bisognava rifarsi da capo. Gira e rigira, mancavano sempre quelle trentatrè risme di carta negli scaffali, e dal registro giornaliero non apparivano vendute.

— Come può essere questo? — mormorava Virginio.

— Ve lo dico io; — rispose Maddalena. — Sarà effetto di un errore dell’altra verifica.

— Mi par difficile; — disse Virginio. — Allora i conti tornavano.

— Già! — ribattè Maddalena. — È infallibile, il signorino.

— Non infallibile; — rispose pacatamente Virginio. — C’eravate voi, Maddalena, e avete trovato in ordine ogni cosa. C’era anche presente, me ne ricordo, il signor Demetrio. —

Il signor Demetrio, presente anche questa volta, assentiva del capo.

— Dunque, — ripigliò Maddalena, facendosi rossa come una brace, e guardando Virginio con occhi di basilisco, — io sono una ladra?