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Un’eco di quelle ciance venne all’orecchio di Virginio, che ne fu a tutta prima addolorato.

Ma di afflizioni oramai ne aveva già tante, che non gli fu malagevole portare anche il peso di quella. L’essenziale era che non avesse ragione a turbarsene. «Male non fare, paura non avere» dice il proverbio popolare, con tunisina eleganza rendendo il concetto della nobile sentenza dantesca intorno alla sicurezza della coscienza, «la buona compagnia che l’uom francheggia, sotto l’usbergo del sentirsi pura». Unica vendetta ch’egli fece di quel principio d’ostilità, che appariva dai discorsi e dagli atti dei suoi compagni di lavoro, fu questa, di non darsene per inteso, e di seguitare a trattar tutti con la solita urbanità. Ma perchè egli non poteva usare benevolenza di parole dove non c’era invitato da altrettanta benevolenza di aspetti, la sua urbanità parve degnazione, sostenutezza e sussiego.

Venne intanto la fine del mese, e colla fine del mese la verifica di magazzino. Era quel una buona usanza da molti anni introdotta nell’azienda del Bottegone, mercè la quale, notate e descritte tutte le merci e derrate restanti, e ragguagliata la parte invenduta colla parte venduta, non pure si vedevano tornare i conti, ma ancora si riconosceva con certezza matematica quali generi e in quale misura dovessero rinnovarsi con opportune provviste. Quella novità era stata introdotta da Virginio, fin dal primo anno ch’egli aveva assunta la direzione degli affari: il signor Demetrio l’aveva approvata, e se n’era in processo di tempo rallegrato moltissimo, vedendoci fondata e assicurata la prosperità del suo traffico.

Per quella trafila ci passavano tutti i rami di commercio, tutte le divisioni del Bottegone. Anche quella volta, incominciando dalla pizzicheria e procedendo oltre fin all’ultima bottega, si fece un conto esatto e un diligente ragguaglio tra il venduto e l’avanzato. Qua e là naturalmente, balzavano fuori le piccole differenze, dove in più, dove in meno; e allora si rifacevano le somme, si mettevano in chiaro le ragioni dell’er-