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Pagina:Barrili - La figlia del re, Treves, 1912.djvu/217


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di due ore il signor Demetrio si era assai rabbonito. E come no? Prima di tutto era stato predisposto a più miti consigli dal timore di guastarsi il sangue, col pericolo di rimettersi a letto e di lasciarci la pelle. Il piccolo assaggio che ne aveva fatto era tale da metterlo in pensiero, e le esortazioni di Virginio avevano compiuta l’opera riparatrice del medico. Poi, sua figlia era sua figlia; verità sacrosanta, come quell’altra che il sangue non è acqua. Doveva egli impuntarsi nell’ira, o star grosso, davanti a quella cara ambiziosa, che aveva scontate a così caro prezzo le sue ambizioni? La pace era una conseguenza necessaria del ritorno di lei al tetto paterno. E qui, lo sapete, quando s’incomincia a dare una mano, tutto il braccio a breve andare ci corre. Finalmente, e questo era il meglio, quella cara figliuola tornava sola; non gli portava tra’ piedi la causa di tutti i mali, il signor conte, lo spiantato autore della nobilissima stirpe.

A proposito, e come mai non era venuto colla moglie, il signor conte Spilamberti? Per saperlo, bisognerà ritornare al primo incontro di Fulvia col babbo, alle prime effusioni di lei, quando si era inginocchiata al capezzale del vecchio, implorando la sua grazia e la sua benedizione. Raccontava con rotte parole come si fosse sbigottita ad un cenno della lettera di Virginio Lorini, un cenno che nella sua brevità lasciava immaginare ogni cosa più grave; come avesse manifestato il desiderio di correre a Mercurano, e come il conte Attilio le avesse detto: «va pure; a disfar la casa penserò io; tu avvisami, appena sarai giunta, se posiso restare il tempo necessario a vender tutto con calma.» Essa allora aveva fatte le valigie, e quel medesimo giorno era partita da Roma. Ritornava a casa sua, con impeto di desiderio, e non diceva ancor tutto; ci ritornava infatti con tanto giubilo, quanta era stata dapprima la sua ripugnanza.

Ed era ben mutata, oramai. Come donna, certamente, era diventata più bella. Il primo stadio dell’esperienza insegna molto alle donne,