Pagina:Barrili - La figlia del re, Treves, 1912.djvu/144


— 136 —


Ci pensavo anche prima che morisse quella santa donna di Placidia. Perchè non verresti tu a Bercignasco?

Ci son tante cose da fare; tante cose da vedere, alle quali non posso più accudir io!

Sai pure, quel poco che possiedo è tuo; sei il mio unico parente.... figliuolo del mio povero fratello, e porti anche il mio nome. —

Virginio fremette, a quell’idea dello zio, che gli giungeva così nuova. Si aggrappò per disperato alle ultime parole di lui, non rispondendo che a quelle.

— Non parliamo di ciò, ve ne prego; — diss’egli. — Quel che possedete è vostro, e sarà vostro per molti anni ancora.

— Non tanti, ragazzo, non tanti. Son vecchio, oramai, molto vecchio.

— Eh via! Vecchio è chi muore. Così robusto e arzillo come siete, potete vivere ancora mezzo secolo. Ma sì, caro zio; non l’avete letto il «Corriere» di domenica scorsa? C’è la notizia di un tale che è morto a cento diciassette anni, e solo per effetto d’indigestione.

— Dove?

— Nell’America settentrionale, nello stato dell'Illinois.

— Già; — osservò don Virginio, non potendo trattenersi dal ridere. — Tutte dall’America, ci vengono quelle belle notizie. Qui si campa un po’ meno; ed io, ad ogni modo, non ispero di vivere tanto, e non lo chiedo. Alla mia ora me ne andrò rassegnato. Ma ti confesso che non vorrei morir così solo.

— Perchè non venite a vivere a Mercurano? — gli chiese Virginio.

— A Mercurano! io? e la parrocchia?

— La parrocchia vivrà certamente più di voi, e speriamo fino alla consumazione dei secoli. Non potete lasciarla, per avere un po’ di pace? un po’ di pace, che avete ben guadagnato, con tanti anni di cure e di strapazzi? Anche il soldato incanutito nelle armi ottiene e si gode la sua pensione di riposo. Venendo voi qui, potrò tenervi compagnia, se valgo qualche cosa per voi.