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mente queste considerazioni per sè, e proseguì a voce alta:

— Anch’io ho in animo di viaggiare, ma non andrò così lontano. Poichè la salute m’è tornata, piglierò il bordone di pellegrina e andrò, secondo l’antica usanza, a sciogliere il voto a qualche santuario famoso.

— Davvero... Ella partirà? — chiese turbato il Percy, che fino a quel punto era stato tranquillo e sorridente vicino a lei.

— Sì, partirò; ma non si ponga in mente, per carità, che io voglia andar molto lunge. L’Oberland della Svizzera e le sponde del Reno avranno pure qualche eremo dove io possa andarmi a rinvigorire le membra affralite.

— L’Oberland! il Reno! — pensò il bruno Percy. — Anch’io potrò andare da quella parte quando mi aggradi.

Questo pensiero gli restituì la calma e gli fece rifiorire il sorriso arrogante sulle labbra.

A Laurenti, in quella vece, il cuore si stringeva, si gelava sempre più. Se egli rimaneva ancora dieci minuti nel salotto della signora Argellani, certo schiattava, non potendo contenersi più oltre.

Si alzò allora per accomiatarsi da lei.

La signora Luisa, turbata anch’essa, si alzò del pari; gli porse la mano, che egli