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A Roma, presente l’imperatore, erano andati i difensori delle due Curie. Vinse il Savonese la lite.

E il terzo Ottone, ancor fresco del supplizio di Crescenzio, diè fuori, negli ultimi giorni di maggio, la sua carta di privilegio a favore del vescovo Bernardo. “In nomine sanctae et individuaee Trinitatis, Otto, divina facente clementia Romanorum imperator augustus,„ notificò alla “industria della sagacità universale di tutti i suoi fedeli presenti e futuri,„ qualmente egli, per intromissione di Bernardo “Venerabil vescovo della santa chiesa Savonese edificata ad onore di Santa Maria, e per amor di Dio e per rimedio all’anima sua,„ con fermava alla detta chiesa di Santa Maria “tutte le cose, possessioni proprie, acquistate e da acquistarsi, servi, serve, pievi, castella e terre infrascritte„.

Tra le quali terre infrascritte notava la corte di Lagorotondo, la pieve di San Pietro di Millesimo, con le sue chiesuole, decime e poderi, la pieve di San Giovanni di Cairo e la chiesuola di San Donato, con le sue attinenze