Pagina:Barrili - Il prato maledetto, Treves, 1896.djvu/247


— 241 —


— quel che è fatto è fatto. Quattro falciatori sono in gara per ottenerti, poichè il quinto non si è presentato a sostenere i suoi vanti. Vincerà sicuramente la prova Marbaudo, che tu forse conoscerai, poichè mi dicono che abiti nella Casa degli Arimanni, non lungi di qua. —

A quel nome Getruda torse il volto con piglio sdegnoso.

— Perchè? — riprese il conte. — È, se io ben giudico, il più bello dei contendenti; è un forte lavoratore, che piacerà molto a tuo padre; finalmente, ti ama.

— Ami pure a sua posta - disse Getruda. — Io non posso amar lui. Mi è odioso, con la sua persecuzione. L’ho già detto a mio padre; piuttosto che sposare quell’uomo, sposerei il diavolo. —

Il conte Anselmo non seppe trattenersi dal ridere.

— Ecco un personaggio — diss’egli — che si terrebbe superbo e lieto della tua preferenza. Ed è strano che lo citino tutti, senza averlo mai visto. Ma se poi fosse brutto,